mercoledì 21 dicembre 2016

Forse Obama prima di lasciare il posto a Trump vuole riattivare un clima di guerra fredda

É di queste ore la notizia che il Pentagono abbia avviato il trasferimento di armamenti pesanti nell'ambito delle operazioni NATO in Belgio, Germania e Olanda.

fonte: ilgiornale.it


Le motivazioi riportate fanno riferimento alla necesità di rassicurare gli alleati rispetto a non si sa quali rischi provenienti dalla Russia. Il signor Obama, di fatto ormai presidente dai giorni contati, tra un mese esatto infatti il 20 gennaio 2017, dovrà che gli piaccia o meno mettere affidare il governo della nazione al presidente eletto Donald Trump, amico dichiarato di Putin e della Russia da cui vorrebbe "difendersi". Forse non ha ancora realizzato dopo otto anni che il nemico dell'occidente, e quindi anche dei paesi europei, è quell'islam terrorista che ha potuto far crescere il proprio potere anche grazie agli errori del presidente americano, di quella Hillary Clinton guerrafondaia che ha pianto per non aver avuto la possibilità di succedergli o forse anche per semplice inerzia o incapacità di affrontare in modo concreto e definitivo il problema del terrorismo, ormai divenuto una piaga mondiale sempre piú difficile da fronteggiare con efficacia.

Anche altri paesi della Nato stanno dislocando in Europa i loro mezzi pesanti ma, come giustamente si domanda qualcuno nei commenti all'articolo de ilgiornale.it non siamo piú nel 1945!

Che piaccia o meno lo sforzo militare della Russia in Siria è orientato all'indebolimento dell'Isis e di quel terrorismo islamico che ha fatto centinaia di vittime in occidente e decine di migliaia ad Aleppo ed in altri luoghi dove per rallentare l'avanzata dei militari russi e siriani hanno usato la popolazione come scudi umani. Gli americani e tutti coloro che si stanno opponendo all'azione di Putin, ma non hanno nel contempo la capacità di affrontare in modo migliore e risolutivo questa situazione, difettano di memoria storica dal momento che dimenticano che durante la seconda guerra mondiale i loro bombardamenti sull'Italia non furono certo fatti con "bombe intelligenti" ma furono bombardati e uccisi anche luoghi, incluse scuole, dove fecero vittime civili innocenti.

Legge elettorale mobile. Ha senso continuare ad adattare la legge secondo i desideri dei partiti?

In Italia diversamente da altri paesi quali gli Stati Uniti dove il sistema elettorale è disciplinato sia per le due camere (Congresso e Senato) che per il presidente è regolamentato in modo dettagliato nella Costituzione, le leggi elettorali italiane hanno subito alterne vicende e continue modifiche per adattarle a vere o presunte modifiche della struttura partitica.

Tale attitudine che ancor oggi emerge dopo l'approvazione a colpi di fiducia dell'Italicum da parte della maggioranza parlamentare che sosteneva il governo Renzi, ed oggi sostiene il suo clone Gentiloni, antepone di fatto gli interessi dei partiti a quello dei singoli elettori.

A norma dell'art. 49 della Costituzione va rammentato che:
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Vanno anche rammentati i diversi referendum propossi negli anni per la modifica del sistema elettorale, ad esempio da Mario Segni  che lanció il "Manifesto dei 31" di cui facevano parte esponenti non solo politici ma anche dell'economia, della cultura e del sindacalismo, successivamente sviluppatosi nel "Movimento per la Riforma Elettorale" cui aderirono circa 130 personalità (fonte: Wikipedia - Storia del movimento per l'introduzione del sistema elettorale maggioritario in Italia); alla raccolta delle firme partecipó, seppure con delle distinzioni di obiettivo, anche Marco Pannella con il Partito Radicale. I quesiti referendari furono ammessi solo parzialmente dalla Corte Costituzionale e si votó con esito positivo per la riduzione delle preferenze da tre a una nell'elezione dei Deputati.

É interessante la rilettura di questo come di altri quesiti referendari che, anche se complessi e talvolta di interpretazione difficoltosa, fanno riferimento puntuale alle norme oggetto di modifica che vengono anche riportate testualmente. Al contrario il quesito che è stato sottoposto al voto lo scorso 4 dicembre è stato confezionato in modo molto "commerciale" nel senso che le finalità sono state sintetizzate in slogan promozionali quali la riduzione del numero di senatori, la riduzione dei costi che non hanno comunque raggiunto la finalità dei promotori che hanno  perso con un NO del 60%.

Abbandonata di fatto l'idea oggi di andare al voto con l'Italicum, peraltro votato solo per la Camera dei Deputati nella presunzione che il referendum di modifica della formazione del Senato sarebbe passato, l'ex premier Renzi ha riportato in auge il Mattarellum (ai tempi soprannominata anche "Minotauro" dal nome dell'esere mostruoso della mitologia greca) ossia la legge elettorale che prese il nome da Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica, emanata a seguito dell'esito referendario del 1993 a proposito del quale giova ricordare un commento di Marco Pannella che la considerava un tra dimento del risultato referendario: 
"il mantenimento del 25% di quota proporzionale, il meccanismo dello scorporo che obbliga ciascun candidato dei collegi uninominali a collegarsi con liste di partito, i contrassegni partitici che riempiono le schede elettorali, gli elettori spinti a votare più per i simboli che per le persone, vanificano lo scopo del referendum"
Ma cosa prevede i Mattarellumdi cui tanto si parla e con il quale il PD per bocca del suo segretario Renzi che Salvini per la Lega e Meloni per Fratell' d'Italia vorrebbero andare presto al voto, forse già nella prossima primavera e magari anche senza dover necessariamente attendere il pronunciamento della Consulta  preannunciato per il 24 gennaio 2017:
  • maggioritario a turno unico per la ripartizione del 75% dei seggi parlamentari;
  • recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato attraverso un meccanismo di calcolo denominato "scorporo" per il rimanente 25% dei seggi assegnati al Senato;
  • proporzionale con liste bloccate per il rimanente 25% dei seggi assegnati alla Camera;
  • sbarramento del 4% alla Camera.
Silvio Berlusconi al contrario sta manifestando la sua contrarietà alla reintroduzione tout-court del Mattarellum, afferma che la riforma elettorale debba essere fatta con una tempistica meno pressante ed in modo che tenga conto dell'evoluzione dell'assetto partitico che da bipolarista oggi, con un notevole frazionamento, presenta almeno tre possibili grossi livelli aggregativi: PD, M5S e l'eventuale coalizione - tutta da discutere viste le differenti posizioni ad esempio sulle primarie per la definizione di un candidato premier - tra FI, FdI e LN.

Ed eccoci quidi alla domanda sulla legittimità di un continuo cambio della legge elettorale che non puó e non deve essere adattata ai desideri ed alle attese di voto dei partiti. Ritornando infatti alla Costituzione è di tutta evidenza come la sovranità appartenga al popolo e non ai partiti che ne sono una semplice espressione aggregativa, assolutamente mutevole nel tempo. Altrettanto evidente quindi l'assoluta inaccettabilità di talune motivazioni partitiche attuali e per contro l'obbligo che il Parlamento, indipendentemente dalle tempistiche e dalle espressioni di parere della Corte Costituzionale, in adempimento al mandato popolare ed in parcicolare senza un nuovo abuso del voto di fiducia che dovrebbe essere normativamente vietato per tale tipologia di legge, provveda in tempi rapidi a licenziare una legge per le nuove elezioni che sia stabile nel tempo e al disopra dei semplici interessi partitici.


In conclusione è appena il caso di notare come oggi manchino correnti di pensiero che, come avvenuto in passato, assumano le iniziative costituzionalmente statuite per avere finalmente una legge che riassegni al popolo, magari con l'introduzione di una repubblica presidenziale, la sua effettiva sovranità da esprimersi con elezioni in cui poter designare persone nelle quali ciascun cittadino possa riporre la propria fiducia per essere validamente rappresentato nel governo del paese.



martedì 20 dicembre 2016

Nel PD chi ha veramente la faccia come il c......?

Non è certo che sia la minoranza del PD ad avere, come sostiene Giachetti, "la faccia come il c...." o come ha retificato successivamente "di bronzo". In effetti sin qui quelli che hanno preso in giro gli Italiani prima, durante e dopo il referendum. Non sono stati Speranza o altri della minoranza dem ad affermare ripetutamente che sisarebbero dimessi, che avrebbero lasciato la politica...per poi restare assurdamente, saldamente ancorati alla politica ed in diversi casi anche alle poltrone di governo.

Sino a prova contraria sono stati i vari Renzi, Boschi, Fedeli oltre che attori, cantanti e giullari di corte vari che hanno anche ripetutamente dichiarato: se vince il NO lascio la politica. Ed ora sono ancora lí, piú saldi e baldanzosi di prima agestire il potere che hanno impropriamente, ed improvvidamente per il paese, conquistato. Le prove abbomdano sul we, innumerevoli sono i video riprodotti sulle diverse reti televisive, postate sui social network, condivisi e ricondivisi e commentati a volte anche con eccessivo ardore.


E quindi, di che cosa stiamo parlando? Siamo ancora una volta alle solite: da un lato la realtà dei fatti che per i signori del PD, con riferimento in particolare ai vari Renzi, Giachetti e compagni della maggioranza, sono una variabile indipendente e dall'altra menzogne contrabbandate per realtà, ripetute con slogan a volte dal tono di venditori d'aste da un ex premier che, ammessa la sconfitta, prima si presenta con una apprezzabile dose di umiltà e che nell'arco di pochi giorni si ripresenta baldanzoso, con la sua solita strafottenza da bulletto di provincia, a relazionare l'assemblea del partito dopo aver terminato l'opera di clonazione del governo.


Chi ha di piú la faccia come il c....? Speranza, Bersani, Dalema ed altri o piuttosto gli arroganti, oltre che volgari rappresentanti della maggioranza come Giachetti?

MILANO mette le barriere anti camion

Meglio tardi che mai! Dopo le défaillances di Belgio, Francia (Bataclan e Nizza) e ora i mercatini di Natale a Berlino l'Italia si muove.

Per il Geneva Lake Festival 2016 la città e gli organi di polizia nell'agosto scorso, dopo l'attentato di Nizza, si erano già attrezzati con percorsi ristretti da barriere in cemento e presidi ad ogni ingresso delle aree di presenza pubblica. I disagi per il traffico per quasi due settimane sono stati pesanti ma il livello di sicurezza e, soprattutto, l'effetto di dissuasione sono stati sicuramente adeguati alla situazione.

Ogni volta, un po' come accade per gli eventi naturali (terremoti o inondazioni) i cosiddetti responsabili della protezione civile piuttosto che dell'ordine pubblico, nonché in prima linea i governanti, recitano la solita liturgia fatta di prese d'atto e assicurazioni che quanto verificatosi non debba più ripetersi eccetera: parole spesso di circostanza, vuote di significato concreto perché passano gli anni, gli eventi si ripresentano e ..... come sempre le precauzioni non erano state prese, i lavori non erano stati fatti.

Qui è d'obbligo domandarsi, con sempre accade quando si verificano episodi terroristici, se si potevano evitare, se gli attentatori - guarda caso spesso già noti alla polizia per reati minori se non proprio per sospetti di terrorismo - potevano essere neutralizzati per tempo, espulsi o altro. È successo purtroppo in quasi tutti i paesi toccati da questa piaga "islamica" dei tempi moderni, forse ancora ai tempi degli attacchi in USA alle torri gemelle o ancora prima. E ancora una volta dopo le consuete esternazioni si sono rivelate insufficienti le misure di prevenzione e controllo adottate.

Gli unici a subire doppiamente gli effetti negativi di questa persistente insicurezza sono sempre i cittadini normali, coloro che spesso con eccessivo buonismo sono sempre ben disposti all'accoglienza di coloro che si infiltrano tra i veri migranti per organizzare - magari anche a spese della collettività - i loro barbari attentati. Basti pensare alle restrizioni di viaggio e alle code interminabili che tutti siamo costretti a subire ogni volta che dobbiamo salire su un aereo ai security points. I terroristi si sono organizzati....e colpiscono in altro modo.

Il ministro Poletti: «Conosco gente che è andata via e il Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi»


Come giustamente scrive il Corriere della Sera online: 
Se Giuliano Poletti è stanco di fare il ministro del Lavoro lo dica chiaramente.
Come possiamo accettare che un ministro della Repubblica si esprima in questo modo, facendo affermazioni del tipo «Conosco gente che è andata via e il Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi» !

Andare all'estero per lavorare, e non per turismo come stanno facendo proprio in questi giorni parecchi perbenisti economicamente agiati, che dall'Italia vanno a fare shopping a Londra piuttosto che a New York, o ancora coloro che durante tutto l'arco dell'anno si concedono lussuriose vacanze nei luoghi piu' o meno esotici del pianeta, non è cosa facile.

Le affermazioni del signor ministro offendono anche la memoria di milioni di Italiani che in tutte le epoche hanno lasciato il Bel Paese per andare a cercare fortuna all'estero dove, spesso soffrendo un'accoglienza che non era certo quella che oggi viene riservata soprattutto agli immigrati clandestini (che non lavorano). Sono ad esempio ancora vivi i ricordi di coloro che in Svizzera ed altri paesi non potevano accedere a bar e ristoranti nei quali veniva affitto il cartello vietato l'ingresso agli italiani.

Andare all'estero per lavorare è una scelta non certo di comodo ma che implica un doloroso distacco dalle proprie radici, dalla famiglia di origine, dalla propria cerchia di amicizie; comporta l'incontro e talvolta lo scontro con lingue e culture diverse che comportano uno sforzo aggiuntivoa quello del lavoro in sè. Tutto questo Poletti non puó saperlo; non sappiamo e non vogliamo sapere chi sono coloro ai quali si riferisce con quanto affermato e che potrebbe anche rappresentare una eccezione nel panorama di un'emigrazione che ancor oggi coinvolge braccia e cervelli che non trovano adeguato spazio in Italia.

Questo vale anche per imprenditori che non hanno trovato o che non trovano terreno fertile per lo sviluppo delle proprie attività e si vedono costretti a ricercare migliori opportunità.

Poletti andrebbe non solo rimosso dalla sua carica attuale ma esiliato in un paese lontano dall'Italia affinché non possa nuocere ulteriormente come sta continuando a fare con la sua politica del lavoro demenziale e con esternazioni da vernacoliere.

lunedì 19 dicembre 2016

Berlino: autotreno sulla folla dei mercatini di Natale


Morti e feriti nell'agghiacciante impatto sulla folla dei mercatini di Natale a Berlino. Incidente o un nuovo attentato che richiama alla memoria quanto accaduto in Francia a Nizza?

Incredibile che in un paese delle dimensioni e dell'organizzazione, sempre vantata, come la Germania sia potuto accadere un fatto del genere dopo quanto accaduto quest'estate e dopo che era statu preannunciato un seppur generico attacco ai mercatini di Natale è quantomeno sconcertante.

Ancora una volta sentiremo dire le solite frasi di circostanza, che verranno prese misure di sicurezza, che fatti di questo genere non devono piú accadere eccetera...eccetera.
La sensibilità come obiettivo dichiarato di luoghi come questo era nota e non si comprende per quale motivo le autorità tedesche non si siano preoccupate di prendere adeguate misure di sicurezza.
Quali saranno le giustificazione che darà la cancelliera Merkel, maestrina sempre pronta a declamare la grandezza della sua nazione e dare lezioni sul da farsi a tutti i partners europei?

Il sindaco di Berlino non sa dire niente di meglio che "le forze di polizia, le ambulanze e gli ospedali stanno operando in modo ben coordinato". Hanno chiuso la zona, chiuse le luci....ma ormai è tardi, i morti non potranno resciuscitare e l'unica speranza è che i feriti possano riprendersi al piú presto.

In molti altri paesi dopo l'attentato di Nizza nelle città dove si sono svolte manifestazioni similari, le forze dell'ordine hanno preso le dovute misure di sicurezza installando barriere antisfondamento, allestendo punti di controllo strategici,

CERN: una "trappola magnetica" per misurare l'antimateria

(libera traduzione ridotta da: 20min.ch )

Al CERN di Ginevra è stato possibile misurare lo spettro di un atomo di antidrogeno, catturato da una speciale trappola magnetica. Gli scienziatisono giunti a misurare per la prima volta lo spettro ottico di una particella di antimateria. Gli ultimi sviluppi tecnici permettono di comprendere meglio le antiparticelle.

L'enigma rappresentato dall'antimateria è una delle grandi domande della fisica sul perché l'universo sembri principalmente composto di materia ordinaria, laddove il modello standard della fisica delle particelle - su cui si basa tale scienza - postula che il Big Bang ha liberato tanta antimateria quanto materia.

Al fine di chiarire tale aspetto, i fisici tentano di misurare con precisione le proprietà degli atomi di antimateria per compararle in seguito con quelle delle controparti materiali.. Alcuni scienziati del progetto Alpha presso il CERN annunciano nella rivista "Nature" di essere stati in grado di misurare per la primavolta lo spettro ottico di antidrogeno.

Sono stati necessari 20 anni di sviluppo tecnologico, sottolineano al CERN, per giungere a questo risultato. Per la misurazione è stata utilizzata una speciale trappola magnetica.