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domenica 25 dicembre 2016

Aereo con a bordo il coro dell'Armata Rossa diretto in Siria cade nel Mar Nero

Aereo TU-154  (in russo: Туполев Ту-154) con a bordo il coro dell'Armata Rossa diretto in Siria cade nel Mar Nero proprio mente si recava ad allietare il Natale dei soldati impegnati nella liberazione di Aleppo e nella sconfitta del terrorismo islamico dell'Isis.



Non puó non venire alla mente l'ottusità di Obama, dei governi europei capeggiati dalla Merkel con l'accodinscenza anche dei nostri governi-replicanti, nell'osteggiare la Russia con sanzioni economico-finanziarie e non solo; sanzioni economiche che ha partire dal 2011, sempre per volontà USA, hanno colpito anche la Siria. La Russia di Putin ha avuto il coraggio di difendere il mondo occidentale da quei terroristi di fede musulmana che hanno deciso di distruggere il nostro mondo, la nostra cristianità, la nostra cultura, le nostre tradizioni in nome di un dio crudele che non puó essere il vero Dio che ha mandato il suo figlio unigenito Gesú Cristo a farsi uomo per la salvezza dei popoli.



Che cosa hanno fatto sinora invece i vari governi americani da Bush, a Clinton ed infine Obama, solo per citare gli ultimi: prima hanno fornito armi a coloro che, non si sa in base a quale diritto "divino" sull'umanità, loro ritenevano dovessero conservare il potere e poi li hanno combattuti mettendo a ferro e fuoco i loro paesi con la pretesa di portare la democrazia. La democrazia di coloro che sin dai tempi della seconda guerra  mondiale hanno un'economia in cui l'industria bellica costituisce una componente di grande importanza. Cosí come fu il settore degli armamenti a far uscire gli Stati Uniti dalla grande depressione economica, che aveva avuto ilnizio nel '29 e si era protratta per diversi anni, grazie alle commesse consegeunti l'entrata in guerra nel '41 dopo l'attacco di Pearl Harbour, anche negli anni seguenti ed in particolare dopo la crisi finanziaria 2007-2009 è il cosiddetto "warfare" che continua a dare un contributo significativo all'economia americana. Non è un caso che ben due terzi della spesa federale USA in ricerca e sviluppo siano collegati al Pentagono. E non é neppure un caso la notizia di questi giorni dell'avvio da parte del comando americano della NATO di manovre per il posizionamento di armamenti pesanti in Europa.

Anche se potrebbero non sembrare questi la sede o il momento per un'analisi di questo tipo, è fuori dubbio che ci si debbano porre delle domande sull'atteggiamento americano, quantomeno in epoca piú recente sotto l'amministrazione Obama,  con un impegno non sempre chiaro e netto nel fronteggiare l'integralismo islamico e da ultimo col mancato esercizio del diritto di veto sulla risoluzione ONU di condanna alle colonie israeliane in Cisgiordania.

In conclusione se Putin non avesse avuto il coraggio di persistere nell'affrontare anche in Siria i terroristi islamici, chi se ne sarebbe occupato?

venerdì 23 dicembre 2016

LʼOnu condanna le colonie israeliane grazie a una storica astensione Usa

Cosí titola il TGcomm24 riportando la notizia del mancato veto da parte USA, malgrado l'interessamento del presidente eletto Trump, su una risoluzione contro Israele.

In un momento di aumento di tutti i livelli di allarme per gli attacchi terroristici di stampo islamico e a pochi giorni dall'anniversario di una carneficina perpetrata all'aeroporto di Fiunicino 23 anni fa, di cui praticamente quasi tutti i media si sono dimenticati,  in cui i palestinesi uccisero il 17 dicembre 1973 ben 34 persone di cui 6 italiane, agli sgoccioli del proprio mandato Barack Obama probabilmente sta pensando solo a godersi il suo ultimo Natale alla Casa Bianca.

O forse si tratta di una precisa strategia dell'abbandono di posizioni USA filo-israeliane che tra l'altro questo presidente americano non ha sin dall'inizio del suo primo mandato, mai effettivamente sostenuto con convinzione. Si tratta di un atteggiamento inquietante che giunge subito dopo gli ordini giunti dal Pentagono di posizionamento in Europa di armamenti pesanti per una pretesa difesa dei confini da possibili attacchi della Russia! Ultimi rigurgiti di potere di un democratico che non vuole saperne di lasciare il potere in mano a un repubblicano come Trump ed è ancora pieno di rabbia per la sconfitta della sua pupilla, la guerrafondaia Hillary Clinton.



lunedì 19 dicembre 2016

Il dramma dei migranti ed il problema dell'immigrazione di massa


Ben 7.189 i migranti morti nel 2016 di cui due terzi solo nel Mar Mediterraneo! Sono le impressionanti cifre pubblicato dall IOM International Organization for Migration, agenzia delle Nazioni Unite.

Scafisti scellerati, privi di coscienza, mercenari di carne umana che con una nuova e moderna ma terribile forma di schiavismo, fanno pagare a caro prezzo il sogno di una destinazione che molti non raggiungeranno mai.

Ma quanti sono stati gli arrivi via mare nei principali paesi del bacino mediterraneo nel corso di quest'anno 2016 che sta per terminare?


La tabella a fianco, redatta in base alla cartina che precede, riporta in modo evidente delle proporzioni impressionanti: mentre Italia e Grecia hanno un numero di arrivi pressoché simile, la percentuale dei dispersi/morti (ovviamente in buona parte da ritenersi stimanta) sfiora dil 90% del totale di coloro che avevano come destinazione l'Italia:


Sono numeri impressionanti: anche se relativizzati al complesso degli arrivi in percentuale rappresenterebbero l'1,3% stiamo parlando di quasi 5.000 esseri umani che non sono riusciti nell'intento di lasciare la loro terra d'origine, martoriata dalla guerra piuttosto che oppressi dalla fame, da regimi dittariali, da problemi economici che ne compromettevano comunque la sussistenza, sono un numero impressionante che non puó essere accettato dalla comunità internazionale.

Un gruppo di discussione su Facebook è stato aperto con il proposito di valutare la fattibilità e la proponibilità di una soluzione di accoglienza temporanea con la costruzione di isole artificiali in aque internazionali che potrebbe quantomeno limitare il pesante bilancio di vite umane sin qui registrato, un approdo intermedio e sicuro del quale dovrebbe farsi carico, preferibilmente sotto l'egida delle organizzazioni umanitaria già esistenti, l'intera comunità internazionale.

Non va infine dimenticato che le statistiche qui riportate riguardano i soli viaggi della speranza via mare e non già anche le migrazioni terrestri che, lo ricordiamo, solo in Turchia risultano progressivammente arrivati circa 2,5 milioni di individui al 31.12.2015 con un incremento di quasi un milione nel solo anno 2015. Nel suo rapporto annuale l'UNHCR (Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite) indica come il 2015 sia stato un anno record per le migrazioni derivanti da persecuzioni, conflitti, violenza generalizzata o violazione di diritti umani, senza contare quindi dei cosiddetti "migranti economici". La stima di incremento è di ben 12,4 milioni di persone mentre le comunicazioni ufficiali degli stati ospitanti si fermano a soli 3,7 milioni.